Pioneering since 1903

Hej London

by ORLANDO BLOOM  ATTORE APPASSIONATO DI MOTO DA TUTTA LA VITA

Per chi non lo sapesse, Kick Start è stata una serie TV della BBC dedicata al trial motociclistico. Trasmessa tra il 1979 e il 1988, mostrava una serie di prove, a tempo, in cui bisognava superare specchi d'acqua, muretti, fusti di olio e un Maggiolino Volkswagen (sì, sul serio). Probabilmente vi chiederete che cosa ciò abbia a che fare con Orlando Bloom e il suo amore per le motociclette, ma è così che è nata la sua passione. "Ero ossessionato da Kick Start da bambino", confessa. "Ricordo quando ho partecipato a quel programma di vacanze avventura per bambini chiamato PGL, che noi avevamo soprannominato "Parents Get Lost" (genitori dispersi). È stato allora che ho guidato la mia prima moto, da trial per la precisione, ed era un po' come un percorso di Kick Start, dove dovevamo saltare su balle di fieno, aggirare coni e superare tronchi. A quanto pareva avevo un buon equilibrio e una discreta padronanza. Il ragazzo che ci faceva da insegnante sosteneva che mi venisse naturale; non è che avessi bisogno di essere incoraggiato perché per me era un'ossessione, ma ricordo di aver pensato 'Oh, fantastico!'"

Più passi del tempo con Orlando, più ti rendi conto di quanto i suoi tempi siano serrati. Attualmente impegnato nel ruolo di protagonista nel "Killer Joe" di Tracy Letts, in programma per 13 settimane in un teatro del West End londinese, l'attore britannico ha un'agenda fittissima.

"In questi giorni, per me fare un giro in moto è un modo per evadere, pensare e concentrarmi, quindi cerco di trovare il tempo. Quando, a 16 anni, mi sono trasferito a Londra, la moto era il mio mezzo di trasporto, di conseguenza faceva parte della mia quotidianità, con il sole e con la pioggia", spiega mentre taglia una fetta di ananas fresco. "Non puoi assolutamente distrarti mentre guidi. O, almeno, non dovresti. Lo sento sempre come un momento tutto per me." Fa una lunga pausa. "Quando avevo più o meno 17 anni, ho avuto un incidente in moto e mi sono rotto una gamba; mi è servito da lezione [è stato buttato giù dalla sua Suzuki RV 125 da un automobilista che usciva da una stazione di servizio qui a Londra]. Adesso vado in moto perché mi piace, non perché devo."

“Fare un giro in moto è un modo per evadere, pensare e concentrarmi.”

ORLANDO BLOOM

Oggi non abbiamo fretta di andare da nessuna parte: siamo usciti per prendere un caffè, parlare di moto, in particolare della sua Husqvarna VITPILEN 701, e fare una passeggiata fino a Primrose Hill con il suo cane Mighty. "È un barboncino in versione mignon, mi è stato regalato." Mighty, che è tutto fuorché imponente quanto a statura, ma straordinario quanto a personalità, segue Orlando ovunque. Non appena spunta la borsa in cui solitamente si sistema sulla motocicletta, Mighty le si mette accanto in paziente attesa. È evidente che apprezza i momenti tutti per sé tanto quanto il suo padrone.

Dopo l'esperienza con il trial, Orlando si è seriamente avvicinato al motociclismo all'età di 12 anni con la Honda 125, in origine pensata per la strada, ma ciò non gli ha impedito di usarla nel fuoristrada. "Forse non era adatta", ammette con un sorriso malizioso. Dopodiché è stata la volta di una Suzuki 80 costruita per il motocross, che l'attore ha subito distrutto. "Ci ero uscito con un amico, che stava seduto dietro. Sfortunatamente, lo pneumatico posteriore era a terra, così abbiamo rotto tutto il posteriore. Mio padre mi disse 'Non intendo spendere altre 800 sterline' – che era il costo per la riparazione, quasi pari al prezzo speso per comprarla – ed è finita così." Orlando ride ripensandoci.

"In realtà non ho più guidato una moto finché non ho avuto l'età prevista per legge per guidare in strada [tutte le esperienze precedenti erano state fuori strada]. Per prima ho avuto una Vespa, poi, quando mi sono trasferito a Londra, ho visto una di quelle Suzuki RV 125 per strada, mi pare le chiamassero 'Monkey'. Era una dirt bike, una moto da sogno... Grandi pneumatici spessi e massicci... Ne ho trovata una in vendita su Autotrader ed era nuova di zecca. L'ho comprata con i miei risparmi, cioè tutto ciò che possedevo allora, e la usavo ogni giorno per andare al college. Non era molto maneggevole, dovevi proprio sporgerti un sacco in curva a causa delle dimensioni degli pneumatici, tra l'altro parecchio tassellati. Sembrava fosse stata pensata esclusivamente per la sabbia o il fango. Ma per me era una bellezza. Ne amavo il design, che sembrava ripreso dagli anni '70 o '80, e forse era proprio così." È questa la moto che ha fatto una brutta fine davanti alla stazione di servizio. "Non potevo permettermi un'altra moto ed ero disperato. Anche se era praticamente un rottame, l'ho conservata nel garage di mio padre per otto anni perché pensavo che l'avrei ricostruita un giorno. Purtroppo, è stata rubata."

"Sono tornato in sella quando ormai ero ventenne e vivevo a Los Angeles. Per me era un modo per girare senza essere braccato dalle persone. All'epoca venivo inseguito dai fotografi, era stressante. Di certo non era qualcosa a cui volevo abituarmi. Così, avendo guadagnato un po' di soldi, ho agito d'impulso come un ragazzino, comprando due motociclette nello stesso periodo: una Ducati Sport 1000 e una Hypermotard 1100. La Hypermotard mi ha quasi subito dato una lezione. Stavo scendendo da una collina quando, scalando dalla quarta alla seconda, ho lasciato la frizione troppo velocemente, facendo bloccare la ruota posteriore. Il posteriore se n'è andato per i fatti suoi... La mia fortuna è stata che non stava arrivando nessuno. Mi sono scorticato orribilmente il sedere e il ginocchio. Ci sono voluti secoli per guarire, ma mi è servito da lezione! Ho poi ricostruito la moto, aggiungendo una frizione antisaltellamento!" Adesso ride ripensandoci.

Oggi Orlando continua a essere riconosciuto dovunque e, appena due minuti dopo essere arrivati in caffetteria, nota un paparazzo seduto in un'Audi A4 Station Wagon dall'altra parte della strada. Tutti i londinesi si girano a guardare mentre passano e un signore torna anche indietro dopo averci superati. Mi viene un tuffo al cuore, già immaginandoci costretti a fuggire subito verso un luogo più riservato. "È una Husqvarna?" chiede. "Fantastica, è una 701!" Orlando inizia immediatamente a chiacchierare con lui di moto...

"Non ho avuto uno di quei padri che ti portano in giro in moto," dice. "Ho sempre voluto farlo con mio figlio, ma o hai la passione o non ce l'hai e, finora, lui non ha dimostrato lo stesso interesse che avevo io da ragazzo, ma va bene così. Non ho mai desiderato altro da che io ricordi. Credo che le motociclette siano per i lupi solitari. È quel tipo di esperienza per chi ama stare da solo. Puoi anche fare parte di un gruppo, ma sei comunque solo con te stesso, almeno mentre stai guidando. Voglio dire che non è come uno sport di squadra; si tratta di libertà individuale: la tua moto e la sua unicità sono una rappresentazione di chi sei e della tua autenticità."

Orlando ha sempre voglia di andare in moto quando ne ha l'opportunità e di partire per veri e propri viaggi – lo dice un uomo che, dopo avere superato l'esame per la patente della moto, è subito partito dalla Gran Bretagna per Parigi, proseguendo poi per la Francia meridionale e la Corsica. "Sì, è stato un po' folle! All'epoca ho pensato 'è un'idea geniale!' Ma con il senno di poi, non credo che lo raccomanderei a nessuno. Penso sia più saggio avere all'attivo più chilometri, prima di lanciarsi in un viaggio come quello." Oltre ad amare i viaggi su strada, si diletta anche di supermoto, con la sua KTM 500, e ha preso in considerazione il Rally Dakar: non è una persona che si tira indietro. "È una cosa che amo", dice della supermoto. "Con la Alpinestars ho disegnato una tuta completa in pelle per la pista – è stato davvero interessante. Una parte [del mio rapporto con le moto] riguarda il mondo e il design che le circondano. Mi piacciono gli odori, i suoni e le sensazioni di tutto ciò. Mi interessa l'estetica delle cose – vecchie e nuove. Possiedo una BSA M20 tutta originale che non ho mai toccato se non per mantenerla funzionante e ho altre moto nuove che ho personalizzato. Credo che mi riporti all'infanzia: moto, orologi e auto sono una specie di giocattoli per adulti.

“Credo che le motociclette siano per i lupi solitari. È quel tipo di esperienza per chi ama stare da solo”

ORLANDO BLOOM

Quasi tutte le moto di Orlando sono state personalizzate in un modo o nell'altro e la sua 701 potrebbe fare la stessa fine. "Ne ho viste alcune con la verniciatura personalizzata ed erano fantastiche. Ho pensato di farlo anch'io, ma in realtà penso che non ci sia bisogno di cambiare nulla sulla 701, ha un design meraviglioso. Adoro le Husqvarna, per me hanno sempre avuto quell'aspetto unico, individuale, autentico, come il loro nome... A Londra avevo un amico che ne possedeva una. Stavo per comprarla da lui, quando ho avuto un altro incidente. Mi sono rotto la schiena, non in moto, è una lunga storia... A ogni modo, non voleva vendermela dopo quel fatto." Orlando sembra davvero triste a questo ricordo.

Intanto stiamo lasciando Primrose Hill, con la sua splendida vista sullo skyline londinese, e Orlando sta calcolando il tempo che gli resta per tornare a casa e poi recarsi al teatro per "Killer Joe". "Quando posso, raggiungo il teatro in moto. Mi dà la sensazione di riprendere possesso del mio corpo e trovare la concentrazione, mi dona pace, capisci cosa intendo?"

“… mi dona pace, capisci cosa intendo?”

ORLANDO BLOOM

Vienna

Patrick Kafka

L'affascinante storia del nuovo ambasciatore Real Street di Husqvarna Motorcycles

?

Please choose your bike

?

Please choose your bike